LA STORIA DI DERGANO IN “PILLOLE”

Introduzione

La Milano di oggi non deve essere vista come un agglomerato urbano indistinto, in essa convivono STORIE e realtà spesso molto diverse tra di loro. Quello che vogliamo darvi con questo articolo è un riassunto molto generico ma rappresentativo di quanta Storia e quante storie ci siano da raccontare sul quartiere di Dergano.

– ORIGINI ANTICHE –

La più antica notizia certificata dell’esistenza di Dergano risale al 1186 ed è un testamento. Ma Dergano deve avere radici più antiche in quanto il nome è di origine celtica, inoltre sono stati ritrovati resti di una chiesa romanica. Addirittura nel vecchio municipio era conservato un coperchio di un vecchio sarcofago e una lapide funeraria di epoca Romana.

(Fonte: “Passeggiata in sei quartieri di Milano tra arte e storie” Aldo Bartoli e Andrea del Guercio)

– LUOGO DI PASSAGGIO –

L’antico percorso stradale che collegava Milano a Como transitava nella piazza Dergano, così nacquero numerose taverne e osterie. Una su tutti il celebre ristorante S.Carlo, ora abbattuto. Il percorso Milano-Como si modificò con la costruzione, in epoca napoleonica, della via Como (attuale via Imbonati).

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(Fonte:“Passeggiata in sei quartieri di Milano tra arte e storie” di Aldo Bartoli e Andrea del Guercio)

– POSSIDENTI –

Intorno al 1300 la maggior parte della zona Dergano fu governata da ricchi possidenti, la più importante era la famiglia Taverna che costruì la famosa Villa Taverna.

(Fonte: “Passeggiata in sei quartieri di Milano tra arte e storie” Aldo Bartoli e Andrea del Guercio)

– RIVOLUZIONE! –

Nel 1797, in piazza Dergano viene eretto l’“albero della libertà” che simboleggiava l’adesione agli ideali rivoluzionari: Libertà, Uguaglianza e Fratellanza. Anche i nostri poveri contadini ne avevano fin sopra i capelli di conti, marchesi, feudatari conventi e ordini religiosi che da sempre la facevano da padrone. Curioso il consenso del parroco che solennizzò la manifestazione con il suono delle campane.

(Fonte:“Album di famiglia” di Aldo Bartoli)

– E’ ARRIVATO NAPOLEONE –

Giuseppina di Beauharnais fu la prima moglie di Napoleone (si sposarono a Parigi il 9 marzo 1796). Suo figlio fu nominato da Napoleone vicerè d’Italia, per rendere Milano degna di una capitale ne estese i confini, includendo anche la nostra zona.

(Fonte:“Album di famiglia” di Aldo Bartoli)

– DA OSPEDALE A PARCO –

1900 Derganino Ospedale Bassi

Il 30 Gennaio 1896 è stato inaugurato l‘ospedale di malattie infettive Agostino Bassi ora sede di un grande parco in via Livigno. Il 30 Maggio 1979 l’ospedale fu chiuso, in 83 anni, grazie a personalità come il dott. Giovanni Polverini, l’ospedale ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo di tecniche per contrastare malattie come vaiolo, difterite e tifo.

(Fonte:“Album di famiglia” di Aldo Bartoli)

– CIRCOLI E COOPERATIVE  –

Negli anni tra il 1900 e il 1910 nacquero a Dergano circoli e cooperative come la cooperativa edificatrice e il circolo Rinascimento. Queste associazioni di cittadini erano una continua fonte di iniziative: da corsi per il recupero degli analfabeti alla creazione di una banda musicale, dalla creazione di un forno cooperativo, a una biblioteca, da un luogo di ricreazione laico al sindacato operaio. Inoltre le case costruite dalla cooperativa furono il frutto di un concetto nuovo di proprietà privata perché le case erano abitate da soci che non ne diventavano a tutti gli effetti proprietari ma servivano a coloro che non avessero potuto permettersi di acquistare una casa propria.

(Fonte:“Passeggiata in sei quartieri di Milano tra arte e storie” di Aldo Bartoli e Andrea del Guercio)

– AVVENTO DEL FASCISMO –

1922: il quartiere fu assalito dai fascisti, i cittadini subirono violenze di ogni genere. In particolare ci fu una vera e propria battaglia al circolo rinascimento. Nello scontro ci furono due morti, un fascista e un socialista. Il circolo fu devastato e chiuso.

(Fonte:“Passeggiata in sei quartieri di Milano tra arte e storie” di Aldo Bartoli e Andrea del Guercio)

– NO ALLA GUERRA! –

Gli scioperi del Marzo 1943 coinvolsero il polo industriale Bovisa-Affori-Dergano. Questi scioperi furono di fondamentale importanza nel panorama dell II Guerra Mondiale perché la voce degli operai in sciopero contribuì alla caduta del regime fascista.

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(Fonte:“Album di famiglia” di Aldo Bartoli)

– LE INDUSTRIE DI DERGANO –

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CARLO ERBA

Carlo Erba, pioniere dell’industria, diede vita a un primo laboratorio nel 1851 che andò via via ingrandendosi con i nuovi stabilimenti a Baranzate (1880) e a Dergano (1892). Era la maggiore industria di medicinali in Italia.

MAPEI

La ditta, nata a Dergano nel 1937, era posta nella parte più remota del quartiere, in via Cafiero. Oggi è leader mondiale nella produzione di adesivi e prodotti chimici per l’edilizia, si caratterizza per l’ampio spazio dedicato alla ricerca e allo sviluppo di prodotti eco-sostenibli. L’azienda, fondata dal padre Rodolfo, è oggi guidata da Giorgio Squinzi che dal 2012 è anche presidente di Confindustria.

ZAINI

Luigi Zaini trasformò il suo laboratorio artigianale in una fabbrica di successo per la produzione di dolci, cioccolato e caramelle. Tra il 1917 e il 1918, in via Imbonati, si costruirà l’attuale fabbrica. I suoi prodotti sono oggi diffusi in tutta Europa e in molti paesi del Mondo.

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Ex fabbrica di cioccolato chiusa negli anni ’70, sorgeva a Dergano in un edificio costruito nel 1932-36 che porta la firma di Gio Ponti e di Luciano Baldessari. Rimane una delle più significative realizzazioni del razionalismo milanese.

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Hanno mosso i primi passi a Dergano anche Enrico Mattei che, con la fondazione dell’ Ente Nazionale Idrocarburi (ENI), ha dato il via alla più importante industria statale italiana.

In tutto il quartiere vi erano anche numerosi corrieri e aziende di trasporto merci. I trasportatori e gli operai spesso pranzavano nella zona e così nacquero un gran numero di osterie e trattorie, oggi per la maggior parte scomparse.

(Fonti:“Album di famiglia” di Aldo Bartoli; “Passeggiata in sei quartieri di Milano tra arte e storie” di Aldo Bartoli e Andrea del Guercio. Siti://it.wikipedia.org/, http://www.gioponti.org/it/)

– IMMIGRAZIONE IERI E OGGI –

In parallelo allo sviluppo industriale del secondo dopoguerra ci fu il fenomeno dell’immigrazione dal sud verso il nord (soprattutto Torino, Milano e Genova, il cosìdetto triangolo industriale). Il nostro quartiere, così ricco di lavoro e industrie ne fu coinvolto in pieno. L’immigrazione di quegli anni può essere messa in dialogo con quanto accade oggi: ci troviamo ad ospitare persone con lingua, cultura e abitudini diverse dalle nostre. Gli incontri tra diverse culture non sono mai stati facili, non lo sono stati ieri con coloro che venivano chiamati “terroni” e non lo sono oggi con i nuovi arrivati. Chi voglia vedere dove si fa integrazione (quella vera) si rechi alla biblioteca Dergano-Bovisa. Il 15% dei fruitori sono stranieri, prevalentemente cinesi e arabi, inoltre la biblioteca organizza numerose mostre, incontri, film e concerti.

(Fonte: “Album di famiglia” di Aldo Bartoli)

– DERGANO E L’ARTE –

 MILANO FILMS

Sorse nel dicembre 1909 dalla trasformazione della SAFFI-Comerio in Società Anonima Milano Films aveva sede legale in via San Paolo 22 e lo stabilimento in via Farini, su iniziativa di personalità aristocratiche come il barone Paolo Ajroldi di Robbiate, i conti Pier Gaetnano Venino, Giovanni e Giuseppe vìvisconti di Modrone, Mario Miniscalchi Erizzo, Carlo Porro e il principe Urbano Del Drago. Nel 1911 la Milano Films realizzò L’inferno ispirato alla celebre opera di Dante. Fu il primo lungometraggio italiano. Nello stesso anno fu inaugurata la nuova sede, tra le vie Maffucci, Baldinucci, Davanzati e Candiani. La chiusura avvenne negli anni ’30 ma ci sono stati lasciati film daannoverare nella storia del cinema.

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LO SCULTORE ARTURO MARTINI

Nel Gennaio 1933, Arturo Martini, uno dei più importanti scultori italiani del ‘900 aprì il suo studio nella zona Dergano, precisamente in via imbonati 17. Il gruppo scultoreo qui riportato è all’ospedale Niguarda ed è stato realizzato tra il 1938 e il 1939. Raffigura i Duchi della Milano quattrocentesca (Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti) nell’atto di donare al Papa (Pio II Piccolomini) il bozzetto dell’erigenda Ca’ Granda e vuole rappresentare un filo ideale di continuità storica tra l’ospedale Maggiore medioevale e il Niguarda di oggi.

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LO STUDIO AZZURRO

Nel 1982, proprio a Dergano, più precisamente in via Davanzati, nacse lo Studio Azzurro. I promotori furono: Fabio Cirifino, Paolo Rosa e Leonardo Sangiorgi a cui poi si unirono Gianni Basso, Massimo Sangiorgi, Armando Bertacchi, Walter Grazzani e Maurizio Fabbri. Con i loro lavori hanno creato veri affreschi digitali e interattivi, tra creazione artistica e ricerca antropologica, didattica e ricezione estetica. Furono negli anni ’80, insomma, i promotori italiani della ricerca artistica con i mezzi delle nuove tecnologie. Dal 2005 lo Studio Azzurro ha la sua nuova sede alla Fabbrica del Vapore, a Milano.

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Ringraziamenti: Questo articolo non sarebbe esistito senza il contributo dei libri del Dott.Aldo Bartoli, ringrazio anche Franco Gelati, Rocco Puzziferri, Francesco Cosenza per le interessanti testimonianze e Giovanni Garofalo per le splendide foto.

(Fonti: “Album di famiglia” di Aldo Bartoli; “Passeggiata in sei quartieri di Milano tra arte e storie” di Aldo Bartoli e Andrea del Guercio.

Ecco L’ INTERVISTA AL DOTT.BARTOLI che ha raccontato il quartiere nei suoi libri:

Siti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Milano_Films

http://www.ospedaleniguarda.it/content/news/ARTURO-MARTINI-IL-GRUPPO-DEGLI-SFORZA.html

http://www.wikicitta.it/ )

http://www.studioazzurro.com/ )

Sofia Cicala e Niloofar Yamini

3 risposte a "LA STORIA DI DERGANO IN “PILLOLE”"

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